Pier Paolo Pasolini - Mamma Roma

Activcinema, Roma
Pier Paolo Pasolini - Mamma Roma
Mamma Roma 1 I Mamma Roma 2 I Mamma Roma 3
di Gianfranco Massetti

Il 31 agosto del 1962, alla presentazione di mamma Roma alla Mostra del Cinema di Venezia, Pier Paolo Pasolini viene denunciato per offese al buon costume ed oltraggio al comune senso del pudore. A promuovere l’azione legale nei suoi confronti è il comandante dei carabinieri di Venezia. L’esito della denuncia sarà però l’archiviazione da parte della magistratura che ritiene non sussistano gli estremi del reato.
Durante la proiezione del film a Roma, al cinema Quattro Fontane, il 23 settembre, Pasolini viene aggredito da un gruppo di neofascisti. Col sostegno di alcuni amici, il regista riesce ad avere la meglio e a mettere in fuga i giovani facinorosi. La sceneggiatura del film era stata pubblicata alcuni mesi prima della sua apparizione nelle sale cinematografiche dalla casa editrice Rizzoli di Milano. Protagonista della storia è un giovane adolescente la cui vicenda richiama, nell’episodio finale, un fatto di cronaca realmente accaduto.

 

Di esso, aveva fatto menzione Pasolini durante un’intervista a “Noi donne”, nel dicembre del 1959. A chi gli chiedeva che cosa avrebbe scritto avendo a disposizione un giornale, il regista aveva risposto: “Avrei scritto della morte a Regina Coeli del ragazzo diciottenne Marcello Elisei. E’ un fatto che ancora non riesco a sopportare, e ogni volta che ci penso devo ricacciare le lacrime in gola. Non so come avrei scritto un articolo su questa orribile morte: non sono giornalista. Ma certamente è un episodio che inserirò in uno dei racconti che ho in mente, o forse anche nel romanzo Il rio della grana .” (in P.P. Pasolini, Per il cinema, vol. II, Milano, Mondadori 2001, p. 3050). L’intenzione di Pasolini verrà invece ripresa per la sceneggiatura di Mamma Roma.

Mamma Roma è una quarantenne prostituta, che da poco si è liberata del suo pappone, andato a nozze con una giovane burina della campagna romana. La donna ha un figlio di sedici anni che è stato cresciuto da una famiglia di contadini; ma ora che si è ritirata dalla “libera professione” e si è comprata coi soldi una rispettabilità da fruttivendola conduce Ettore nella sua casa di Casal Bertone, nei pressi del Verano. Qui ci dovranno stare per pochi giorni, in attesa del trasloco in uno dei nuovi condomini della zona residenziale di Cecafumo.

Nel frattempo, Carmine, il pappone, si rifà vedere da Mamma Roma per strapparle una buonuscita che gli possa consentire di mettersi in società con degli “amici sua”. Mamma Roma affronta così l’ultimo sacrificio che la separa dalla promozione sociale di Cecafumo ….Ma la casa nuova, commenta il regista nel testo della sceneggiatura, non è molto diversa da quella vecchia: “invece di essere perduta in un palazzone liberty è perduta in un palazzone novecento color vinaccia ….” (in op. cit. vol. I, p. 179). Ettore nel quartiere dove vanno ad abitare fa subito amicizia coi ragazzi e, siccome non ha un lavoro, chi gli dà i soldi è la madre: “Tiè, ‘a pappò! Attento a come te li spendi, eh! Nun te li fa magnà dalli amici! Ricordate che chi paga è micco… Fatte rispettà … Devi esse’ superiore a loro, sempre, nun te fa incantà perché so’ tutti fiji de impiegati, gente signorile … Che nun so’ mejo de te! La grana in saccoccia ce l’hai, puoi spende e spande come te pare, puoi fa er grande là in mezzo!” (op. cit. vol. I, p. 180).   >> Mamma Roma 2

Mamma Roma, banchetto nuziale
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