Alberto Sughi e il cinema: un’estetica tra Colore e Realismo - by Activitaly Roma

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Alberto Sughi e il cinema

Alberto Sughi e il cinema: un’estetica tra Colore e Realismo

premio de sicaAlberto Sughi, uno degli indiscussi rappresentanti dell’arte italiana nel mondo, ha ricevuto nel novembre 2005 il Premio De Sica. Il premio, che nel corso degli anni ha stemperato la connotazione prevalentemente cinematografica degli inizi, con Sughi riannoda un filo strettissimo con la settima arte.

 

Nella sua pittura diversi sono i rimandi al cinema: al cinema neo-realista italiano per le tematiche, alla tecnica dell’inquadratura e della sequenza per il lavoro sui cicli come in Notturno e Cena.
Le tematiche di Sughi sono dentro la realtà, scavano nelle vicende dell’uomo moderno, nei suoi luoghi e nei suoi sentimenti: la solitudine delle figure, il silenzio dei protagonisti dei quadri esprimono per paradosso proprio l’incomunicabilità del nostro tempo. Il tratto realistico caratterizza le sue opere, sia quando si parla di “realismo sociale” che di “realismo esistenziale”, coinvolgendo l’uomo in tutte le sue dimensioni interiori.

“La sua opera è anche documento, memoria, constatazione e contemplazione necessaria degli eventi.” come scrive Luigi Cavallo. Per dirla con le parole del Maestro “L’opera d’arte, creazione solo del suo autore, appartiene a chi sa evocarla, riconoscerla e immaginarla: é viva e necessaria fino a quando produce dibattiti e riflessioni che aiutano gli uomini a confrontarsi con i propri e gli altrui convincimenti.” , L’urgenza e il bisogno di un’arte come spunto e non arte come mera contemplazione.

Alberto Sughi, La cena, Acrilico su tela, 100x120cm, 1976Sughi fa proprie le tecniche della ripresa e del montaggio: tutto si svolge come al rallentatore, un ciclo di quadri è la visione di fotogrammi, è assistere ad un film, un film asciutto che il regista-pittore gira negli interni/esterni metropolitani mondandoli di qualsiasi effetto glamour.
Come ha giustamente osservato Arturo Quintavalle Sughi “inventa un non colore che è quello del racconto cinematografico in bianco e nero, e dipinge le sue sequenze, gli spazi della Roma di oggi, i vuoti dei bar e degli incontri della sera , il non – senso degli oggetti.”

Ettore Scola utilizza un suo dipinto, La cena, per il manifesto del film La terrazza, mentre Monicelli ha in mente i colori dei suoi quadri per esprimere l’atmosfera un po’ cupa ne Un borghese piccolo piccolo: questi sono i rimandi più conosciuti del cinema che ha mutuato da Sughi un certo gusto “noir”. Con occhio attento potremmo però trovare traccia della sua estetica pure nei film di Germi, e in alcune immagini notturne, anche nei film di Fellini, registi che insieme a Monicelli e Scola erano legati da amicizia al pittore e che proprio negli anni del neorealismo hanno cominciato a sviluppare le loro arti. Come scrive Luigi Cavallo per commentare la pittura del Maestro “La vita appresa e rappresa in un'immagine”. Varrebbe bene come incipit anche per la descrizione di un film dei suoi amici_

http://www.albertosughi.com

Monica Bettin

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