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Cézanne a Roma
di Isabella Pompei

L'uomo serio che indossava per giorni lo stesso abito consunto, dalla vita senza grandi eventi, l'uomo che copriva le sue tele di strati e strati di colore, che affermava di poter dipingere per mesi lo stesso soggetto solo spingendosi un po' più a destra e un po' più a sinistra, è l'ospite prezioso e ambito di questa città di Roma, che non lo vide mai solcare le proprie strade: Cézanne non venne mai in Italia e l'ultima mostra dedicata dal nostro Paese al grande artista ebbe luogo alla Biennale veneziana del 1920.

Un tempo lungo in cui sono maturati studi e ricerche che molto hanno contribuito a comprendere il lungo percorso del pittore morto il 23 ottobre 1906, qualche anno prima che Picasso con le Demoiselle d'Avignon spalancasse le porte alla modernità. E allora perché "Cézanne, Padre della modernità"? Strano per un pittore che voleva "ridiventare classico per mezzo della natura".

Per la sua "passione per il visibile" attraverso la quale giunge a creare un linguaggio nuovo, autonomo in cui il lavoro dell'occhio si sviluppa insieme a quello del cervello che organizza le sensazioni, per quella pennellata che costruisce e definisce le forme, i volumi andando oltre l'impressionismo, per la sua ricerca di una struttura spaziale nuova?
Senza dubbio la sorprendente concretezza visiva delle sue opere ha proposto e fondato un nuovo modo di esperire il reale che sarà imprescindibile punto di partenza per la ricerca di altri artisti quali Picasso, Braque, Matisse, Mondrian, Carrà, Morandi.

L'insistente e minuziosa costruzione delle forme nell'opera di Cézanne è preceduta da un primo momento in cui, nelle sue tele si oppongono forti contrasti di luci ed ombre, di linee mosse e vibratili, di colori densi e violenti: dipinge donne quasi fossero ossessioni, sogni o visioni, sensuali nature morte. Getta sulla tela immagini interiori che una volta trovata la loro rappresentazione visiva lo soverchiano come se il pittore non vi riconoscesse se stesso o, al contrario, riconosciutosi non sapesse dare forma a quelle sensazioni di cui intuisce la forza e al tempo stesso la fugacità.


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Cézanne, la mostra

 
 
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