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Iperrealisti
 

Iperrealisti - mostra al Chiostro del Bramante a Roma

TOM_BLACKWELLCurata da Gianni Mercurio con Wolfgang Becker e Louis K. Meisel, con la direzione artistica di Mirella Panepinto, presenta oltre cento dipinti provenienti da collezioni europee e americane che ripercorrono il lavoro dei più importanti pittori iperrealisti americani dagli anni Settanta a oggi, con una sezione riservata a giovani artisti che hanno aderito a questa tendenza.

L’iperrealismo è una tendenza artistica manifestatasi alla fine degli anni Sessanta in America e in Europa. La pop art è il precedente che ha reso possibile l’iperrealismo: nelle tematiche iperrealiste convergono figurazioni oggettuali, mezzi di comunicazione, vita quotidiana nelle sue manifestazioni più banali, paesaggi urbani; la corrispondenza è evidente.

Charles BellGli iperrealisti (in America "photorealists") pongono alla base del loro lavoro l’utilizzazione dell’immagine fotografica quale "soggetto" dell’immagine pittorica e nel "dialogo" tra pittura e fotografia essi hanno come obiettivo il ricevere e restituire informazioni oltre quelle percepibili dall’occhio umano. La fotografia per gli iperrealisti è il miglior soggetto che si possa pensare: è immutabile, assoluta, dunque autonoma e incondizionata, senza alcuno stile; di qui il senso di totale spersonalizzazione dell'immagine, di assoluta asetticità, che prefigura tuttavia una certa astrazione, nonostante la resa di scene "più vere del vero" caratterizzate da una fredda perfezione illusionistica.

Il risultato conduce ad una perdita, rispetto alla pop art, della carica destabilizzante e metaforica, "animatrice o dissacratrice del reale", che si diluisce in posizioni tautologiche nella riproposizione sulla tela di immagini di "seconda generazione", in un autocontrollo che produce la perfezione del gesto e l’assenza di gestualità. Il carattere di pura mimesi di una realtà di seconda mano (la fotografia), ma soprattutto la volontaria sospensione di ogni giudizio critico su ciò che è rappresentato, in anni di arte concettuale, critica radicale e di snobismo culturale, come furono appunto gli anni ’70, hanno attirato sugli iperrealisti spietate stroncature e feroci attacchi (ricordiamo qui, solo per citare gli italiani, Gillo Dorfles e Giulio Carlo Argan), ma anche interpretazioni e approfondimenti critici convincenti (Corrado Maltese e Italo Mussa).
La mostra offre l’occasione di una rilettura distaccata, alla luce anche degli sviluppi nel rapporto tra pittura e fotografia che hanno portato alla diffusione delle espressioni artistiche extrapittoriche degli ultimi anni.

Dal 5 aprile al 15 giugno presso il Chiostro del Bramante, Via della Pace – 00186 Roma - Sito Internet:>> www.chiostrodelbramante.it


 
 

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