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Tour Esclusivo di Roma
“Gli obelischi di Roma
e i culti orientali”

Roma è la città che vanta il maggior numero di obelischi al mondo.
In prevalenza egiziani, questi singolari monumenti furono trasportati nella Città Eterna per volere dagli imperatori dei primi secoli dopo Cristo.
Alcuni obelischi furono invece realizzati in epoca romana con lo stesso granito usato dagli Egizi, privi di iscrizioni oppure con geroglifici copiati- non senza errori - dai modelli dell'epoca faraonica.

In Egitto gli obelischi avevano un profondo significato religioso e celebrativo della regalità del Faraone, a Roma invece, simboli di potere e di vittoria, venivano adoperati per abbellire circhi, templi e tombe, trascurando del tutto le iscrizioni originali presenti sui monumenti.

La maggior parte di questi obelischi, crollati nel Medioevo, furono recuperati da papa Sisto V (1585-1590) che li fece ricollocare nei luoghi cardine della città santa, nell'ambito del suo importante programma di assetto urbanistico della città che contribuì in modo sostanziale a trasformare l'aspetto di Roma da medioevale a barocco.
Gli obelischi di Roma e i culti orientali
Il più antico e più alto obelisco di Roma è quello in Piazza S. Giovanni in Laterano (obelisco Lateranense). In origine, sorgeva davanti al Tempio di Amon a Karnak, per volere del faraone Tutmosi III (XV secolo aC). Nel 357 d.C., l'imperatore Costante II, costruendo una nave speciale per il trasporto del monumento a Roma, lo fece collocare al centro del Circo Massimo.
L’obelisco di piazza del Popolo, conosciuto come obelisco Flaminio dal nome dell'antica Via Flaminia è il secondo più antico di Roma. Anche questo fu portato a Roma da Augusto nel 10 d.C. per decorare il Circo Massimo.

Entrambi gli obelischi caddero, quando nel corso dei secoli il circo andò in disuso, e furono sepolti a causa dell'innalzamento del livello stradale. Alla fine del XVI secolo, Papa Sisto V li fece restaurare, e li innalzò nella loro sede attuale.

L’obelisco di Piazza S. Pietro (obelisco Vaticano) non presenta geroglifici, ma è sicuramente il più famoso obelisco di Roma del tempo antico. L'imperatore Caligola lo fece trasportare qui da Eliopoli (Il Cairo) nel 37 d.C., per decorare il Circo di Nerone.
Tante sono le leggende legate a questo straordinario monumento: fra tutte si ricordi che il popolo romano credeva che nella sua sommità fossero conservate le ceneri di Giulio Cesare.

A Piazza Montecitorio, poi, sorge l’obelisco Campense del faraone Psammetico II (VI sec. a.C.).
L'imperatore Augusto lo fece portare a Roma per utilizzarlo come gnomone di un'enorme meridiana ideata dal geniale Agrippa. La guglia era posizionata così da far cadere la propria ombra nel centro esatto dell'Ara Pacis nel giorno del compleanno dell'imperatore.

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Un certo numero di piccoli obelischi, delle dimensioni di circa 4.5 metri di altezza, provengono, invece, dall’area dell'Iseum Campense, il Tempio di Iside e Serapide in Campo Marzio.
Di quest’imponente struttura non ne rimane che il ricordo e i tanti obelischi ricollocati in tempi recenti al centro delle più caratteristiche piazze di Roma.
Uno di questi è il famoso "pulcin della Minerva", l’elefantino attribuito popolarmente al Bernini, che trasporta un delizioso obelisco dell’epoca di Ramses II (alle spalle del Pantheon).
Di fronte al tempio del Pantheon, un secondo obelisco d’uguale provenienza, troneggia sulla fontana tardo-rinascimentale.

Meno conosciuto è il piccolo obelisco di Villa Celimontana al Celio. Questo faceva parte della collezione privata della famiglia Mattei.Le iscrizioni lo datano all’epoca di Ramses II.

Una quarta piccola guglia coronata da una stella, l'obelisco Dogali, , si trova sull'antico sito delle Terme di Diocleziano. Poggia su un piccolo monumento a ricordo dei soldati italiani caduti nella battaglia di Dogali (Etiopia, 1887).

Un altro obelisco d’uguali dimensioni e provenienza si trovava nei giardini di Villa Medici (Accademia di Francia), al Pincio, fino al 1790, quando fu portato a Firenze, dov'è tuttora. Nel XIX secolo venne realizzata una copia della guglia in sostituzione dell'originale.

Ma uno dei più famosi obelischi romani è sicuramente l'obelisco agonale, che corona la Fontana dei Fiumi del Bernini in Piazza Navona. Collocato al centro dello stadio di Domiziano presenta la curiosa particolarità di essere decorato da “falsi” geroglifici egiziani, copiati con tanto di errori grammaticali da scalpellini romani.

Ugualemente simil-egizio è l’obelisco che sorge in cima alla famosa scalinata di Piazza di Spagna. Questo monumento è detto obelisco Sallustiano perché in origine collocato negli Orti Sallustiani (I sec.).

L’obelisco che si ammira nei giardini del Pincio, invece, è una riproduzione romana dell’epoca dell’imperatore Adriano. Così come furono realizzati a Roma i due obelischi gemelli anepigrafi che una volta decoravano l'ingresso del Mausoleo di Augusto in Campo Marzio.
Oggi si trovano rispettivamente per volere di Papa Sisto V uno in piazza dell'Esquilino (obelisco Esquilino), a fronteggiare l'abside della Basilica di S. Maria Maggiore, e l'altro in piazza del Quirinale, davanti al Palazzo del Quirinale.

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