Villa dei Quintili


Villa dei Quintili
di Francesca Boldrighini

Passeggiando verso sud lungo la via Appia Antica, ad una distanza di circa 5 miglia dal centro della città, si notano, sulla sinistra, i resti di imponenti edifici situati sul declivio di una bassa collina, che digrada poi ripidamente verso la valle dove oggi corre la trafficata Appia Nuova.
Per quanto ora in parte circondato da palazzi e villette della città moderna, il luogo resta tra i più suggestivi della campagna romana: dalla cima della collinetta la vista spazia infatti in tutte le direzioni, dal centro della città fino ai monti Tiburtini e Prenestini, ed ai Colli Albani.

Fin dal Quattrocento la zona era nota ai romani come "Statuario", tanto era ricca di sculture antiche; nel diciassettesimo e diciottesimo secolo essa assunse invece il nome di "Roma Vecchia", sempre a causa del gran numero di oggetti antichi rinvenuti nella zona, in nulla inferiori, per splendore e raffinatezza, a quelli trovati nel centro della città. Molte delle opere rinvenute furono vendute all'estero, e sono ancor oggi il vanto di numerosi musei d'Europa.

Nel 1797 il terreno fu acquistato dai Principi Torlonia; durante gli scavi da essi promossi, fu ritrovata -nel 1828- una tubatura in bronzo che che recava il nome dei fratelli Quintili: erano dunque loro i costruttori della stupenda villa, rimasta fino ad allora senza attribuzione.

Alla fine dell'età repubblicana, più di cento anni prima della costruzione della Villa, il terreno apparteneva probabilmente al ricco e famoso oratore Quinto Cecilio; questi, morendo, lo avrebbe lasciato in eredità al nipote Pomponio Attico -un caro amico di Cicerone- che volle infatti essere sepolto proprio persso il quinto miglio dell'antica 'regina viarum'. Non sappiamo più nulla sulla storia del luogo fino a che, probabilmente inotorno al 130 d.C., vi si iniziò a costruire la villa dei Quintili. Sesto Quintilio Condiano e Sesto Quintilio Valerio Massimo erano, come sappiamo dagli scrittori antichi, tra più ricchi e colti personaggi del loro tempo. Grandi amici degli imperatori Antonino Pio e Marco Aurelio, erano noti anche come modelli di affetto fraterno: erano stati insieme consoli nel 151 d.C., e vissero insieme per tutta la vita.

Ma il successore di Marco Aurelio, Commodo, descritto dagli antichi storici come sanguinario e megalomane, mise a morte i fratelli con l'accusa -quasi certamente falsa- di aver partecipato ad una congiura contro di lui. Si trattava probabilmente solo di un prestesto per eliminare i Quintili, ed impadronirsi così di tutte le loro proprietà, inclusa la splendida villa. Essa venne dunque confiscata, e rimase proprietà imperiale fino alla fine dell'età antica.


Gli scavi condotti dalla Soprintendenza archeologica di Roma, che ha acquistato il terreno nel 1985, hanno messo in luce gran parte dei nuclei principali della villa.
Il complesso centrale, che ospitava gli appartamenti dei proprietari e gli ambienti di rappresentanza, era costruito -sostenuto da imponenti strutture di sostruzione- sulla cima della collina, in modo da dominare la valle della via Latina (il cui tracciato non era molto diverso da quello dell'odierna Appia Nuova), offrendo ai viaggiatori un grandioso ed impressionante spettacolo. La zona di rappresentanza si articolava intorno ad un grande cortile rettangolare, pavimentato con lastre di marmi colorati, provenienti dalle più lontane provincie dell'Impero, in particolare Grecia, Asia Minore ed Africa. Anche le pareti degli ambienti, oltre ai pavimenti, erano decorate con marmi, mentre pitture e stucchi variopinti ornavano le volte e la parte superiore degli ambienti

Tutte le stanze del complesso centrale erano dotate di tubi di terracotta inseriti all'interno delle pareti e sotto i pavimenti. Si trattava di un vero e proprio sistema di riscaldamento: attraverso i tubi veniva infatti fatta passare dell'aria, precedentemente scaldata nei praefurnia, ambienti appositi situati nei sotterranei della villa.
Lo stesso sistema di riscaldamento caratterizzava il calidarium e il frigidarium, enormi ambienti della zona termale del complesso, che conservano ancora bellissimi pavimenti in opus sectile, costituiti da lastre di marmi di diversi colori, accostati a formare diversi disegni geometrici.

Ancora misteriosa è invece la funzione del suggestivo edificio detto "teatro marittimo": si tratta in realtà di una sorta di piccolo anfiteatro, perfettamente circolare, situato ad est della zona termale. Si è pensato che esso sia stato costruito da Commodo stesso -che, come è noto, aveva una grande passione per i giochi gladiatori- per ospitare degli spettacoli di lotta.
Ma è forse più probabile che si tratti di un giardino ornamentale, simile a quello costruito dagli imperatori flavi sul Palatino.


Facevano parte della villa anche un circo privato, un enorme ninfeo (fontana monumentale), che si affacciava sulla via Appia Antica, ed altri edifici ancora, la cui funzione resta misteriosa perché ancora da scavare. Se le indagini continueranno, come sembra probabile, grazie anche ai finanziamenti ottenuti dal gioco del lotto, la Villa dei Quintili ci regalerà certamente molte altre belle sorprese

Francesca Boldrighini








nuclei principali della villa



nuclei principali della villa